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Intonaco
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top
L'mwawintonaco è un tipo di mwbamalta usato con varie finalità e scopi. Il mwbqvocabolario Treccani lo definisce come:cite-ref-1[1]
«Strato di malta di limitato spessore (normalmente da 2 a 3 cm) che si applica sulla superficie delle murature esterne e delle pareti interne degli edifici, per proteggerle dall’azione degli agenti atmosferici, per impermeabilizzarle, per costituire su di esse una superficie uniforme sulla quale si possano applicare tinte, vernici e parati: [...]»
Contents
• Storia
• Medioevo
• Difetti
• Note
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Storia
Età antica
Negli strati di insediamenti protostorici è facile rinvenire frammenti d'intonaco mescolati con strutture di combustione e terrecotte.cite-ref-2[2] Già vari mwewpopoli antichi intonacavano le pareti delle mwfaabitazioni e dei mwfqmagazzini con il mwfgfango rendendo le strutture durevoli e resistenti agli agenti atmosferici e agli mwfwanimali. Nel tempo il fango è stato poi sostituito con materiali più durevoli e alcuni reperti ancora esistenti sono di qualità paragonabile a quella odierna.cite-ref-0-3-0[3]
Nelle mwhqpiramidi egizie si trovano affreschi realizzati oltre 4.000 anni su gesso calcinato identico al cosiddetto "intonaco di Parigi".cite-ref-0-3-1[3]
In mwiwGrecia, nel mwjaperiodo miceneo, veniva utilizzato un intonaco la cui qualità raggiunse i massimi livelli nel mwjqV sec mwjga.C. Esso trovava impiego nel ricoprire le pareti sia esterne che interne dei mwjwtempli, a volte anche quando questi erano realizzati in mwkamarmo e come base per i mosaici.cite-ref-0-3-2[3] Nel periodo greco-romano, l'intonaco di superficie era generalmente realizzato con polveri di marmo e calce, compresse e ben levigate, che prendevano il nome di "mwlqmarmorino" o "mwlgstucco forte", che presenta una bassa porosità ed struttura fine e compatta.cite-ref-1-4-0[4]
Come i mwsagreci, anche gli mwsqetruschi utilizzarono l'intonaco come base per mwsgpitture murali nei templi e negli mwswedifici pubblici. Persino mwtaPlinio il Vecchio nella sua mwtqmwtgHìstorìae Naturalis menziona le pitture murali allora presenti nel tempio di Ardeamwtw.cite-ref-7[7]
Medioevo
Nell'mwvgAlto Medioevo le pitture murali sono fortemente influenzate dalla tradizione classica greca, romana e bizantina. Come i mwvwpittori romani, i pittori mwwamedioevali preferivano dipingere sull'intonaco ancora fresco. Venivano generalmente utilizzati due tipi di intonaco: uno più grezzo per la parte inferiore (1-3 mwwqcm di spessore) e uno più fine per quella superiore (2–5mwwg cm). Gli intonaci utilizzati per la preparazione delle pitture murali potevano contenere mwwwelementi organici e inorganici come mwxasabbia, mwxqpolvere di mwxglaterizio (mwxwcolore rosato) o mwyapaglia.cite-ref-5-5-1[5]
A volte veniva steso un intonaco intermedio di mwzgbianco di calce sul substrato che appena asciutto veniva subito rimosso per essere sostituito con un intonaco finale. In alcuni casi l'intonaco intermedio veniva lasciato in posa anche per un periodo considerevole. Esso poteva essere utilizzato in diversi modi, ma generalmente fungeva da base per la realizzazione dei mwzwdisegni preliminari prima o dopo la stesura del colore di sfondo.
Esempi di come questo venisse usato si possono ancora vedere:cite-ref-5-5-2[5]
• nella mwbwcripta esterna dell'mwcaabbazia di Corvay
• nella mwegchiesa inferiore di S. Martino ai Monti
• nella mwhqchiesa di S. Salvatore a mwhgBrescia
• nell'abbazia di Steinbach
• nella Torhalle di mwjaLorsch
• nella chiesa di St. Dionysius a mwjgEsslingen
• nella mwkabasilica dei Santi Silvestro e Martino ai Monti a Roma
• nella mwlgchiesa di S. Maria foris portas a mwlwCastelseprio
• nella mwmqcappella degli Scrovegni a mwmgPadova
• nella chiesa di mwnaS. Maria Antiqua a Roma
• nella torre del monastero di S. Maria a mwngTorba
• nella mwoachiesa di San Giorgio a mwoqOberzell
• nell'mwowabbazia di Farfa
XV - XVI sec
Uno dei più grandi capolavori realizzato su intonaco di questo periodo è il mwsqCenacolo di mwsgLeonardo da Vinci.
Composizione
3. il diluente: si usa prevalentemente l'mwyaacqua
La componente inerte è quella predominante (65-70%) ed è responsabile del mwygvolume, della struttura dell'intonaco, ovvero frena il fenomeno del ritiro e riduce il rischio della formazione di crepe. Comunemente si utilizza sabbia di mwywfiume.cite-ref-3-11-0[11] Quando il legante viene mescolato con il diluente forma un composto mw0aadesivo in grado di far aderire tra loro le particelle inerti. In base al rapporto legante + diluente / inerte si otterrà un intonaco più o meno mw0qmalleabile che asciugandosi s'indurisce. Il legante continua a tenere insieme le diverse componenti anche dopo l'mw0gevaporazione dell'acqua, dando vita ad una rifinitura protettiva in grado di resistere agli mw0wagenti atmosferici.cite-ref-2-10-1[10] A volte possono essere presenti anche dei mw2acoloranti e coadiuvanti come la mw2qpozzolana.cite-ref-4-12-0[12]
Tipologia
1. mw8gtipo di legante
• mw9qintonaco di mw9ggesso
• mw-aintonaco di mw-qcalce aerea
• mw-wintonaco di calce idraulica
• mw-qintonaco mw-gcementizio
• mwaqaintonaco plastico: intonaco cementizio a cui si aggiunge uno o più additivi per migliorarne le capacità plastiche
• mwaqiintonaco bastardo: formato dalla miscela di diverse malte
2. mwaqqgranulometria dell'inerte
• mwaqcintonaco a grana fine: liscio e facile da lavorare, ha una bassa resistenza meccanica
• mwaqkintonaco a grana media: di tipo rustico, caratterizzati da resistenza e lavorabilità medie, usato per legare le murature interne
• mwaqsintonaco a grana grossa: solo da esterno, ha un'elevata resistenza meccanica
3. mwaq0materiali, attrezzature e tecniche per la messa in opera
• mwaraintonaci ordinari
• intonaco civile
• intonaco grezzo
• intonaco rustico
• mwaryintonaci speciali
• intonaco additivato
• intonaco mwarsignifugo: utilizzato per la protezione di strutture portanti in mwarwacciaio, mwar0cemento armato, elementi in laterizio o di mwar4calcestruzzo al fine di aumentare la resistenza al mwar8fuoco
• intonaco deumidificante: utilizzato per il risanamento delle murature interessate dall'mwaseumidità
• intonaco portarete da cappotto
• intonaco fibrorinforzato: utilizzato per il ripristino di intonaci caratterizzati da bassa tendenza al ritiro
• intonaco termoisolante: utilizzato per contribuire alla mwaskcoibentazione termica
• intonaco mwassacustico: utilizzato per aumentare il potere mwaswfonoassorbente di un edificio
• intonaco espandente: riduce la tendenza a formare fessure da ritiro e quelle prodotte dalle mwas4dilatazioni termiche o da movimenti diversi dei supporti
• intonaco con additivi ritardanti o acceleranti di presa
• intonaco a mwatestucco
• intonaco plastico
• intonaco monostrato
4. mwatutecnica di realizzazione
• intonaco a uno strato
• intonaco a due strati
• intonaco a tre strati
5. mwatsutilizzo
• per interni
• per esterni
Preparazione e applicazione
Il mescolamento della malta
Il legante viene mescolato con l'inerte al fine di evitare grumi e poi viene aggiunta l'acqua.cite-ref-7-14-0[14]
Preparazione della superficie
Prima di poter stendere l'intonaco è bene preparare la superficie che deve risultare il più pulita possibile e perfettamente verticale.cite-ref-7-14-1[14]
Posa dell'intonaco
La stesura dell'intonaco deve essere fatta tenendo conto delle caratteristiche del prodotto scelto e di quanto questo possa "ritirarsi" dando origine a delle crepe. Proprio per evitare la formazione di crepe, stabilire un'ottima adesione al supporto ed una apprezzabile levigatezza della superficie, è pratica comune stendere più strati di malta:cite-ref-1-4-2[4]cite-ref-6-13-1[13]
1. mwavwmwav0rinzaffo: a diretto contatto con il substrato;
2. mwav8mwawaarriccio;
3. mwawifinitura.
Il rinzaffo ha lo scopo di far aderire l'intonaco al substrato, livellare e regolare la superficie, ovvero regolare l'assorbenza idrica delle superfici per garantire l'aderenza degli strati successivi. Viene realizzato con un impasto fluido che viene applicato dal basso verso l'alto stando attenti a farlo penetrare nei giunti e nelle fessure.
L'arriccio è lo strato intermedio che garantisce una superficie complanare, resistente all'acqua e dalla buona resistenza meccanica. La malta utilizzata in questo strato contiene una minore quantità di legante e di acqua al fine di garantirne la compattezza e la scarsa tendenza alla fessurazione.
La finitura è lo strato più superficiale realizzato con malta a grana fine che rende la superficie liscia ed omogenea. Deve essere applicato a rasare e lisciato con frattazzo in senso circolare.
La corretta applicazione dell'intonaco evita l’insorgere di problemi, quali: la scarsa consistenza e compattezza dello strato di intonaco con conseguente difficoltà nella stesura e di resistenza delle pitture di finitura, screpolature da ritiro, distacchi tra i vari strati, efflorescenze in superficie di sali non carbonatati.cite-ref-6-13-2[13]
Indurimento
L'indurimento dell'intonaco può avvenire in diversi modi a seconda del tipo di legante utilizzato:cite-ref-15[15]
• per perdita d'acqua nel caso delle mwaxsterre argillose
• per assorbimento d'acqua che mwax0cristallizza con materiale nel caso del gesso
• per mwax8reazione chimica come nel caso della calce
Difetti
L'intonaco può presentare diversi difetti derivanti da cause diverse:cite-ref-6-13-3[13]
| Difetto | Causa |
|---|---|
| Disgregazione , distacco, adesione a cartella, miscrofessure | qualità, tipo e dosaggio dei componenti mala esecuzione posa in condizioni ambientali sfavorevoli eccesso di leganti o acqua presenza di granuli |
| Crepe, disgregazioni e distacchi, rigonfiamenti, alterazioni cromatiche superficiali, scarsa adesione | supporto instabile inadeguata compatibilità supporto/intonaco umidità inosservanza dei tempi di maturazione rapida essiccazione |
| Disgregazioni, affioramento di sali e sostanze solubili, alterazioni cromatiche | umidità del terreno esposizione agli agenti atmosferici forti escursioni termiche insufficiente quantità d'acqua bassa traspirazione depositi di polveri e inquinanti messa in opera a temperature troppo basse |
Note
cite-note-11. ↑ citereftreccani-intonacomwabymwabcIntonaco, in mwabgTreccani.it – mwabkVocabolario Treccani on line, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
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Bibliografia
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• Baroni S., Pizzigoni G., Travaglio P., 2014, Mappae clavicula. Alle origini dell’alchimia in Occidente, Il Prato
• Caffaro, A., 2000, Teofilo monaco. Le varie arti. De diversis artibus. Manuale di tecnica artistica medievale, Palladio Editrice
• Rinaldi S., 2011, Storia tecnica dell’arte. Materiali e metodi della pittura e della scultura (secc. V-XIX), Carocci editore
• Fabio Bevilacqua, mwalmNote sulla pittura ad olio su intonaco tra Cinque e Seicento, in mwalqSchifanoia, n.mwalu 56/57, 2019, mwalyDOI:10.19272/201910802023
Voci correlate
• mwaloAffresco
• mwalwArriccio
• mwal4Carbonatazione
• mwamaIntonaco monostrato
• mwamiRasatura
• mwamqRinzaffo
• mwamyStabilitura
• mwamgSagramatura
• mwamoStabilitura
Altri progetti
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• Wikizionario
• Wikizionario contiene il lemma di dizionario «intonaco»
Collegamenti esterni
• citereftreccani-itIntonaco, su Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
• citerefenciclopedia-italianaLuigi Santarella, INTONACO, in Enciclopedia Italiana, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1933.
• citerefvocabolario-treccaniIntònaco, su Vocabolario Treccani, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
• citerefsapere-itintònaco, su sapere.it, De Agostini.